La nostra scala di difficoltà delle escursioni:
la Scala delle Scarpette
🥾 1 Scarpetta: Scarpa da ginnastica bianca ancora pulita.
Camminata relax, fondo piano e liscio, chilometraggio ridotto.
Praticamente un riscaldamento muscolare, adatta a chiunque.
In genere 4 - 8 km e 100 - 250 D+
🥾🥾 2 Scarpette: Scarpa da trail.
Primi dislivelli interessanti, sentieri larghi, terra battuta o con poche pietre e radici. Il piede lavora un po' flesso, ma senza troppo stress per le articolazioni.
Salite accessibili e fondo per lo più regolare, adatta a chi ha voglia di sudare almeno un po'.
In genere 7 - 12 km e 200 - 500 D+
🥾🥾🥾 3 Scarpette: Scarpa bassa da trekking.
Sentiero montano classico, con radici, pietre fisse e mobili e pendenza non sempre costante. Richiede scarpa con buon grip e occhio a dove si mettono i piedi.
Salite con tratti ripidi, per chi inizia ad avere confidenza con la montagna e vuole salire più in quota.
Il classico percorso di 10 - 14 km e 500 - 800 D+
🥾🥾🥾🥾 4 Scarpette: Scarpa da trekking alta.
Sentiero difficile, tratti con pietraie instabili e pendenze severe, qualche pezzo esposto o in cui usare le mani.
Salite stancanti e discese altrettanto, adatto a chi non si fa spaventare da sudore e fiatone.
Percorsi intorno ai 13 - 17 km e 700 - 1200 D+
🥾🥾🥾🥾🥾 5 Scarpette: Scarpone da trekking alto, impermeabile, con suola Vibram.
I sentieri escursionistici più duri. Lunghi tratti su pietraie e rocce mobili, salite a gradoni, tratti con pendenze "verticali", sfasciumi di alta quota, possibilità di guadi.
Salite e discese importanti, adatto a chi sa a cosa va incontro ma vuole proprio raggiungere la meta.
In genere percorsi di 16 - 20 km e 1000 - 1500 D+
💡Perché definire una scala di difficoltà? (oltre le sigle tecniche)💡
In montagna, sicurezza e divertimento dipendono da una regola fondamentale: sapere esattamente a cosa si va incontro ❗
Il Club Alpino Italiano utilizza le sigle T - Turistico, E - Escursionistico ed EE - Escursionisti Esperti, fino ad EEA - Escursionisti Esperti Attrezzati, per classificare i sentieri e rendere evidenti agli escursionisti le difficoltà che incontreranno lungo quel percorso 🥵
La loro descrizione dettagliata è leggibile qui:
Scala difficoltà CAI
Tuttavia queste etichette, pur sintetizzando bene il grado di "difficoltà" del sentiero, si concentrano quasi esclusivamente sulla complessità tecnica del terreno e sugli aspetti di sicurezza: la superficie di calpestio, la presenza di rocce, l'esposizione, la segnaletica ecc. 🚧
Restano invece in secondo piano altri fattori determinanti per definire nel complesso l'impegno richiesto dall'escursione: la lunghezza complessiva, il dislivello totale e non ultima la distribuzione del dislivello lungo il sentiero 🗺️
Un sentiero può essere tecnicamente semplice, non presentare tratti pericolosi o esposti, avere superficie di cammino regolare e segnaletica abbondante (una classica gita "E"), ma svilupparsi comunque su 20 km e/o 1500 metri di dislivello, o avere un tratto "verticale" con 300 metri di dislivello concentrati in 1 km.
In questi e tanti altri casi, un'escursione lungo un sentiero classificato E non è quindi definibile di "medio impegno": sarebbe una descrizione ingannevole per chi si appresta a partecipare🤔
Da qui nasce l'esigenza di definire una nostra scala personalizzata, con livelli da 1 a 5, per dare un'idea del livello di preparazione fisica necessario per affrontare serenamente il percorso: il suo scopo è condensare in un unico "voto" immediato e intuitivo non solo le difficoltà tecniche dei sentieri, ma soprattutto lo sforzo fisico reale che il percorso prevede 🥾
Che si tratti di una passeggiata in piano adatta a tutti o di una cavalcata avventurosa in alta quota, questa classificazione serve a evitare brutte sorprese, a tarare l'allenamento e a scegliere la meta perfetta per la giornata senza rischiare di sopravvalutarsi (o di annoiarsi) 👍
Resta sempre vero che, trattandosi di una stima, è difficile condensare gli aspetti significativi di un percorso in un singolo valore numerico.
Il consiglio, in caso anche di lievi dubbi, resta quello di parlare con la guida e confrontarsi direttamente, usando come riferimenti esperienze passate e altri percorsi noti, focalizzando l'attenzione sugli aspetti che ognuno può ritenere più impattanti sulla propria esperienza 🙂